Sala dei prodotti irraggiati

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Ambito sanitario  Alimenti Oggetti comuni

E i consumatori?

L’irraggiamento è stato pensato e realizzato proprio con lo scopo di proteggere la popolazione, a partire dalla sterilizzazione dei dispositivi medici che sono stati da sempre il principale veicolo di infezioni, soprattutto durante gli interventi chirurgici “di guerra”. Mentre le radiografie con i raggi X hanno contribuito a ridurre sensibilmente le infezioni batteriche (grazie a questa innovativa tecnica si poteva intervenire sapendo con esattezza millimetrica cosa e dove andare a cercare, ad es. una scheggia di granata), la sterilità non veniva comunque garantita visto che non si andava mai oltre la bollitura degli strumenti chirurgici.

Ci sono voluti decenni per poter arrivare alle radiazioni ionizzanti, passando prima dall’ossido di etilene (tossico per inalazione ma sopperisce per sterilizzare i prodotti termolabili che verrebbero danneggiati dalla bollitura) e successivamente dalle microonde (che però non possono trattare oggetti di grandi dimensioni). Se la sterilizzazione dei presidi medici con radiazioni ionizzanti è sempre stata ampiamento accettata e la sua efficacia internazionalmente dimostrata, altrettanto non si può dire per gli altri oggetti di uso comune e ancora di più per gli alimenti.

La comune credenza, abbondantemente diffusa dai media scandalistici e non, che con titoloni fuorvianti hanno alimentato la radiofobia, è che l’irraggiamento rende radioattivo il materiale, che l’irraggiamento modifica l’alimento, che le radiazioni rimangono nell’oggetto e poi escono colpendoci!!  Nel caso degli alimenti, la loro “presunta” modificazione è reale: esattamente come avviene con la cottura prima del consumo o con il preventivo trattamento con agenti conservanti. 

E siccome le radiazioni da dopo la fine della guerra a oggi, sono sempre state associate alla bomba atomica, alla radioterapia, agli agenti segreti, a Chernobyl e a tutto ciò che di negativo si può pensare, la politica di informazione (spesso minima e maldestra) non ha mai registrato una vittoria. Eppure, grazie all’irraggiamento degli alimenti, gli USA hanno impedito 5.000.000 di casi annui di salmonellosi e grazie all’irraggiamento degli stuzzicadenti, vengono evitati moltissime parodontiti o comunque infezioni della bocca. Ma mentre 50 anni fa sulle confezioni di stuzzicadenti veniva riportata proprio questa tecnica di sterilizzazione “con raggi gamma“, oggi ancora lo si fa ma non lo si scrive. E così via.

Ma non è così ovunque: sempre in USA, l’informazione che è stata data ai consumatori è stata imponente. In alcuni supermercati è possibile trovare oltre al reparto dei prodotti “bio” anche il reparto dei prodotti “irradiated”. Un piccolo marchio (radura) informa che il prodotto è stato sottoposto a radiazioni ionizzanti.

Ma siamo sicuri che le informazioni che troverete proseguendo la visita, in molti casi, vi lasceranno meravigliati: quindi vi auguriamo una buona passeggiata in questa sala del museo.

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