Sala dei prodotti irraggiati

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Ambito sanitario  Alimenti Oggetti comuni

 

L’irraggiamento industriale di prodotti di consumo e di alimenti viene praticato da molto tempo, sia per scopi di sterilizzazione o riduzione della carica batterica, sia per trattamenti “migliorativi” del prodotto stesso (crosslinking).

Non esiste una precisa attribuzione di primato del processo di irraggiamento ad una specifica persona. Si può dire invece che i primi studi (1930) sulle applicazioni delle radiazioni ionizzanti hanno riguardato la possibilità di ridurre la carica batterica nei cibi, ma le vere applicazioni sono cominciate dopo la seconda guerra mondiale. In quell’epoca, l’esercito americano studiava la possibilità di eludere il processo di refrigerazione per la conservazione degli alimenti e in particolare per la “razione K” distribuita alle truppe come razione di sopravvivenza.

Dopo il 1950 la Commissione per l’Energia Atomica (IAEA) valutò l’irraggiamento degli alimenti come una parte del programma “Atomi per la pace” voluto dal Presidente Eisenhower. Questa ricerca esaminava gli effetti delle basse dosi di radiazioni sulla frutta e su alcuni vegetali. Il risultato finale non era un prodotto totalmente sterile, ma alcuni tipi di insetti erano stati comunque eliminati.

Il passaggio dall’irraggiamento per sterilizzare gli alimenti a quello sui prodotti industriali non è chiaramente documentato, ma si può dire che coincide con le prime applicazioni industriali avvenute nel 1960 sugli alimenti.

Lo scopo di questo “prontuario” è quello di fare una panoramica di ciò che si può irraggiare, del perché lo si irraggia e di dare tutte le informazioni tecniche possibili.

 

Definizioni

L’irraggiamento è il trattamento di diversi materiali con un certo tipo di energia. Il processo espone il materiale e la loro confezione o imballo ad un valore controllato di radiazioni ionizzanti per uno specifico tempo, fino ad ottenere gli obiettivi desiderati (riduzione della carica batterica, viraggio del colore, sterilizzazione, cross linking, ecc.). Il processo di irraggiamento non rende radioattivo il materiale trattato.

Gli impianti di irraggiamento devono essere realizzati seguendo standard internazionali (IAEA, ICRP, ecc.) e sono confinati all’interno di bunker che proteggono completamente la popolazione e i lavoratori dalle radiazioni ionizzanti. Gli impianti possono essere di due tipologie: con utilizzo di materiale radioattivo (solitamente 60Co) o a raggi X o beta (acceleratori di elettroni).

Le differenze operative sono notevoli, ma la finalità è identica. Tuttavia, quello che ci interessa approfondire è la conoscenza di ciò che si irraggia e perché.

 

Valori di dose

I valori di dose che vengono normalmente impiegati nei trattamenti di sterilizzazione con materiale radioattivo sono in un ordine intermedio che può variare da alcune centinaia di Gray a diverse decine di migliaia di Gray. Il Gray (Gy) è l’unità di misura internazionale per definire la “quantità” di energia depositata su un’unità di massa (J/kg).

Chiaramente i valori di dose necessari per ottenere il trattamento voluto sono indicativi; comunque si possono ottenere con brevi stazionamenti in prossimità delle sorgenti con alte attività o con prolungati stazionamenti vicino una sorgente con bassa attività.

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