Acque e bevande

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Se la gente andava a fare le cure termali e ne provava beneficio anche bevendo l’acqua (che contiene tracce di Radio e Radon – come tutte le acque), perchè non pensare di metterla in bottiglia e di rivenderla nei grandi agglomerati urbani per arrivare alla grande distribuzione, intesa come maggior numero di persone?

Ma prima bisognava risolvere il problema del “decadimento fisico” che dopo 4 giorni vedeva dimezzata la “quantità” di Radon presente nell’acqua e dopo meno di un mese, considerando il tempo di confezionamento e trasporto, era praticamente irrilevante. Ecco allora l’idea di produrre dispositivi casalinghi come il revigator o il radium water nei quali si poteva “ricaricare” la radioattività: l’effetto era simile alla “idrolitina” in buste per creare acqua frizzante.

Il Revigator, che vedete nelle ultime due immagini in fonfo alla pagina, era un dispositivo inventato e brevettato nel 1912 da R.W. Thomas e definito “medico” (ma che medico non era!); era costituito da una piccola damigiana di ceramica (carnotite radioattiva) rivestita a sua volta da materiale radioattivo.

La campagna pubblicitaria fu enorme tanto che Thomas non riuscì a produrre quanto veniva richiesto dal mercato (migliaia di pezzi nell’arco di una decina d’anni – ricordatevi che non c’era internet e le vendite on-line!). Questo “aggeggio” si riempiva d’acqua che veniva poi irraggiata dal rivestimento radioattivo e la mattina seguente poteva essere bevuta. 

In seguito (finita la moda) l’acqua fu analizzata con uno spettrometro di massa e con rilevatori di radiazioni e fu determinato che il rischio radiologico era molto contenuto (basso) mentre il rischio chimico determinato da diversi elementi era rilevante.

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Aggiungiamo infine che spesso, i dispositivi erano accompagnati da ciarlatani sedicenti “scienziati” che assicuravano l’efficacia del prodotto anche nella cura di reumatismi, gotta, nevrastenia, costipazione, intossicazioni…. E in una epoca in cui la televisione non esisteva o era un bene per pochi, ci si affidava e fidava di chiunque vestisse una giacca e cravatta, apparentemente in buona salute e che su un banchetto di legno gridava più forte degli altri manifestando e giurando di improbabili guarigioni.

Ovviamente, se funzionava con l’acqua, poteva funzionare anche con altre bevande: ed ecco così apparire l'aperitivo “che con la sua radioattività elimina la stanchezza” e superalcolici con richiami al futuro e con garanzia di invecchiamento in un mese con radiazioni e con materiale atomico (equivalenti a 40 anni di invecchiamento) oppure con soluzioni di “Standard Radium” pronte da bere!

A onor del vero, l’aperitivo conosceva solo la normale radioattività presente nell’acqua, costituente dell’aperitivo, mentre il whiskey non ha mai visto alcun materiale atomico; ma come detto prima, “la pubblicità è l’anima del commercio” e il whiskey è andato a ruba.

Fu solo la ricerca successiva e l’esperienza (e le malattie e i decessi) a regolamentare gli usi del Materiale Radioattivo. Ma nell’ambito pubblicitario, ci pensò la fine della moda e il mercato stesso a ridurne drasticamente le vendite.

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