Atomic Energy Pencil

Giorgina Pia Bortoni e Pablo Ballari (dall’Argentina) hanno donato al Museo della Radioattività la matita raffigurata nell’immagine acquistata in USA durante una loro recente visita consapevoli della nostra passione collezionistica.
La moda della “matita pubblicitaria” ricalca una curiosa iniziativa commerciale degli anni Cinquanta: una matita pubblicitaria contenente un vero campione di minerale di uranio inserito in un piccolo contenitore di plastica fissato a un'estremità.
Il Museum of Radiation and Radioactivity (ORAU di Oak Ridge, Tennessee) lo ha ben descritto nei dettagli.
L'oggetto fu realizzato dalla Kingston Pencil Company di Chattanooga (Tennessee) per la Eberly Sales Corporation, in un periodo in cui l'energia atomica rappresentava un simbolo di progresso tecnologico e suscitava grande interesse nell'opinione pubblica.
Per poter utilizzare il minerale radioattivo, nel 1957 la Kingston Pencil Company ottenne una specifica licenza dalla Commissione per l'Energia Atomica degli Stati Uniti (AEC), che autorizzava l'azienda a detenere fino a 24 tonnellate di minerale di uranio. Nonostante questa autorizzazione molto ampia, venne effettuato un unico acquisto di poco più di una tonnellata di minerale, proveniente dalla Daybuck Company di Spokane. Successivamente il minerale venne frantumato presso un impianto appartenente a un agricoltore di Rossville, in Georgia, e in alcuni casi fu persino colorato artificialmente di verde per renderlo più attraente dal punto di vista estetico e richiamare l'immaginario "atomico" dell'epoca.
Ogni matita conteneva una quantità molto limitata di materiale: tra 1,5 e 2,5 grammi di minerale di uranio con una concentrazione dell'1,7%, corrispondente a un'attività di circa 0,02  μCi (circa 740 Bq)
Secondo una valutazione tecnica riportata in un memorandum dell'AEC del 1960, anche nel caso estremo di ingestione dell'intero contenuto, la quantità di uranio assorbita sarebbe stata pari soltanto a 1/25000 del limite di carico corporeo allora considerato ammissibile. 
Questa valutazione suggeriva quindi che il rischio radiologico fosse estremamente basso.
Nonostante tali conclusioni tecniche, le autorità sanitarie dell’epoca adottarono un approccio molto più prudente. 
Nel 1960, infatti, il New York Times riferì che il Dipartimento della Salute della Contea di Erie (New York) aveva disposto il sequestro di matite analoghe distribuite a scopo promozionale dalla catena di ristoranti Chicken Delight. 
Il Commissario alla Sanità motivò il provvedimento affermando che il minerale di uranio, pur presente in piccole quantità, era comunque una sostanza tossica e poteva rappresentare un rischio significativo nel caso fosse ingerito da un bambino.
Negli anni Cinquanta e Sessanta, il richiamo all'energia atomica è stato utilizzato come potente strumento di marketing per evocare innovazione, modernità e progresso scientifico.
Grazie a Giorgina e Pablo per il prezioso dono