Il rifugio antiatomico della Gilardoni

Il progetto di un rifugio anti-atomico semplice ed economico

Gilardoni X-ray and Ultrasounds  non è solo il nome di una azienda specializzata nella produzione e distribuzione di apparecchi a raggi X e ultrasuoni per i diversi settori produttivi ma è soprattutto una garanzia di serietà professionale.
Elisa Elia, Museum Area Management della Gilardoni di Mandello del Lario ci ha fornito una interessante documentazione sul “rifugio Antiatomico” progettato proprio dalla società in questione.
Il rifugio antiatomico semplice ed economico di Gilardoni è un celebre progetto ideato negli anni '80 dall'Ing. Arturo Gilardoni
Era concepito per la produzione in serie a basso costo, con l'obiettivo di rendere i ricoveri accessibili al maggior numero di cittadini possibile in caso di conflitto nucleare.
Per valutare soluzioni analoghe oggi, i bunker privati moderni in cemento armato (con sistemi di filtraggio dell'aria e porte blindate) hanno costi che variano in base alla metratura.
Nei primi anni Ottanta Gilardoni Research Laboratories di Mandello del Lario, ha pubblicato un opuscolo che oggi costituisce una significativa testimonianza della cultura della protezione civile sviluppatasi durante la Guerra Fredda. 
Il documento nasce con l'intento di fornire indicazioni pratiche per la predisposizione di un rifugio domestico economico destinato a proteggere la popolazione dagli effetti di un eventuale conflitto nucleare, con particolare attenzione al rischio rappresentato dal fall-out radioattivo. 
Dopo aver distinto gli effetti immediati dell'esplosione atomica da quelli provocati dalla ricaduta delle polveri radioattive, il testo concentra l'attenzione sulle misure di protezione ritenute praticabili per la maggior parte della popolazione. 
Vengono illustrati metodi per il monitoraggio della radioattività, tra cui la cosiddetta "Bottiglia Gilardoni", un semplice dispositivo dosimetrico sviluppato dall'azienda, insieme a criteri per interpretarne le misurazioni. 
L'opuscolo propone inoltre un articolato elenco di materiali e attrezzature considerati essenziali per affrontare un periodo di isolamento di circa due settimane: sistemi di protezione individuale, scorte alimentari e idriche, strumenti di comunicazione, dispositivi di illuminazione, materiali sanitari e soluzioni per la ventilazione e la decontaminazione degli ambienti. 
Ampio spazio è dedicato alle modalità di organizzazione di un rifugio ricavato all'interno dell'abitazione, privilegiando interventi semplici e a basso costo. 
Nelle pagine conclusive vengono presentati tre diversi livelli di allestimento del rifugio, progressivamente più completi e costosi, accompagnati da un elenco dei materiali necessari e da una stima della spesa complessiva, che il documento quantifica in circa 100.000 lire per una soluzione di base. L'ultima sezione estende infine le considerazioni anche ai rischi derivanti da armi biologiche e chimiche, evidenziando come alcune delle misure proposte fossero ritenute utili anche in tali circostanze. 
Oggi il documento riveste soprattutto un interesse storico e documentario: testimonia il clima politico e culturale della Guerra Fredda e riflette le strategie di preparazione civile elaborate in quegli anni, nonché l'impegno della Gilardoni nella divulgazione di strumenti e metodologie per il monitoraggio delle radiazioni e la protezione della popolazione.