Avrebbero potuto scrivere “esplosivo” o “infettivo” o più propriamente “irritante” o “corrosivo” e invece hanno scelto una precisa ma impropria e falsa indicazione: “ATTENZIONE: E’ RADIOATTIVO”.
E' un video presente su YouTube facilmente rintracciabile citando le possibili marche di detersivi e con numerosi allarmati commenti dei quali neppure uno sulla presunta radioattività.
Pur sapendo, (perché siamo soliti a questi atteggiamenti da giornalai - i giornalisti sono altra cosa - e perché conosciamo la materia) che le informazioni sono sicuramente travisate, la curiosità regna indisturbata. Il primo pensiero è andato alla possibile presenza di sale di potassio che seppur in piccolissime quantità, non si può dire che non ci sia. Ma da qui a gridare “al lupo al lupo” ce ne corre e ce ne vuole di fantasia morbosa.
Invece… ascoltando e guardando tutto il video, il termine “radioatt*” non è mai stato citato. Giustamente visto che non esiste alcun nesso logico o palesabile.
Si tratta di un classico esempio di contenuto ingannevole costruito per attirare attenzione:
Il titolo della notizia è sensazionalistico e allarmante ma assolutamente falso: “Il detersivo DASH è radioattivo!”. Questo tipo di headline è progettato per suscitare paura e curiosità, spingendo le persone a cliccare o condividere senza verificare.
Tuttavia, guardando il video associato, emerge una discrepanza evidente: non viene mai menzionata la radioattività. Il contenuto potrebbe parlare genericamente di ingredienti chimici nei detersivi, di impatti ambientali o di test di laboratorio, ma senza alcun riferimento concreto o prova riguardo a sostanze radioattive. Anche perché non esistono nei detersivi, e non avrebbero alcun impatto positivo alla detergenza.
Questa incoerenza tra titolo e contenuto è tipica delle fake news:
- il titolo serve da “esca” (clickbait),
- il video o l’articolo non supporta l’affermazione principale,
- manca qualsiasi fonte affidabile o dato verificabile.
In pratica, l’informazione sulla “radioattività” è completamente inventata o insinuata solo nel titolo, mentre il resto del contenuto è neutro o fuori tema. Questo può portare le persone a credere a un rischio inesistente semplicemente perché non tutti verificano oltre il titolo.
Proprio per questo è fondamentale promuovere un’informazione corretta, costante e facilmente comprensibile. Le notizie dovrebbero essere:
- accurate, basate su dati verificabili e fonti attendibili;
- coerenti, senza contraddizioni tra titolo e contenuto;
- chiare, espresse con un linguaggio accessibile a tutti, evitando ambiguità o tecnicismi inutili.
Un’informazione ben fatta aiuta le persone a comprendere davvero i fatti, a prendere decisioni consapevoli e a non farsi influenzare da paure infondate o manipolazioni. Al contrario, contenuti fuorvianti come quello descritto minano la fiducia nei media e possono generare allarmismi ingiustificati.
