Le applicazioni industriali dell'energia atomica

Il piccolo libro è del 1958 ed esordisce in modo singolare “il presente volume è destinato alle persone colte…” ed è stato scritto da due docenti del Politecnico di Torino
Evocativo l'ultimo capoverso del primo capitolo – “fusione nucleare”: “i più terribili strumenti di morte sono dunque convertibili in potenti strumenti di pace, di quella pace che è però promessa soltanto agli uomini di buona volontà
il libro descrive i concetti di reazione a catena, ecc. e propone gli schemi dei principali tipi di reattori realizzati nel mondo
Riporta inoltre delle tavole descrittive che facilmente si riconoscono essere state redatte a mano e pone in contrapposizione i reattori nucleari e la tecnologia statunitense contro quella europea 
interessante il capitolo IX – “altre applicazioni industriali dell'energia nucleare” dove, sommariamente vengono citati gli isotopi e alcune applicazioni anche a noi sconosciute 
-    assorbimento di cosmetici attraverso la pelle 
-    assorbimento di sali di fluoro da parte dei denti
-    valutazioni di usura meccanica tramite materiale radioattivo
Per queste applicazioni, in tutto il libro, non vengono mai espressi i criteri di radioprotezione a dimostrazione che la voglia di progresso tecnologico, la voglia di futuro, era prevalente su tutto

Le leggi nostrane (L. 1860/62  e il DPR 185/64 erano ancora da scrivere e gli autori si riferiscono sempre ai limiti USA: es. 300 mR/w [Roentgen] che sono poi i nostri 150 mSv/a
Interessante anche il capitolo XI che riporta i giacimenti di uranio e torio e nel successivo capitolo XII “costruzioni nucleari” un avveniristico accenno al primo reattore costruito in Italia a Ispra: “Il contratto è stato già stipulato e si spera che il reattore possa venire installato entro il 1958 a Ispra ( lago maggiore - provincia di Varese) dove sono già cominciati i lavori di scavo”
Brevi accenni anche al reattore costruito poi a Saluggia (SORIN)
Curioso il capitolo XIII sulla “energia nucleare applicata la propulsione”: finalmente un accenno alla pericolosità nel caso della propulsione aerea
Infine una domanda per i lettori avete mai visto un Calutrone? 

CALUTRONE è una specie di acronimo costruito con CAL(ifornia) U(niversity) (cyclo)TRON; Il calutrone si riferiva ad una macchina acceleratrice di particelle usata per separare l'uranio 235 dall'uranio 238 l'uranio naturale introdotto in essa sotto forma di gas ionizzato viene accelerato linearmente quindi mediante un campo magnetico gli ioni accelerati vengono costretti a seguire una traiettoria curvilinea; in questo modo quelli più pesanti, meno deviati, vengono raccolti nella parte esterna della traiettoria